Capracotta ospita l’Accademia Italiana della Cucina

Capracotta ospita l’Accademia Italiana della Cucina. Domenica 27 maggio “La Pezzata” al centro di una particolare giornata culinaria.

Una particolare giornata culinaria, durante la quale "la Pezzata", oltre che il piatto simbolo della cucina capracottese, diventerà oggetto di studio da parte di una delle più importanti istituzioni del mondo della gastronomia italiana. Questo, in sintesi, è ciò che attende gli ottanta componenti dell’Accademia Italiana della Cucina, storico sodalizio che da oltre cinquant’anni si occupa di salvaguardare la cultura e la civiltà della tavola del nostro Paese, favorendone la conoscenza sia in Italia che all’estero e promuovendo la valorizzazione della cucina regionale legata al territorio, alle sue tradizioni ed ai suoi prodotti tipici, che si recheranno a Capracotta per studiare quel complesso mondo rurale che si connotava nella tradizione della transumanza, quindi dei piatti ad essa legata. Un’anticipazione di ciò che si riproporrà la prima domenica di Agosto, quando, com’è ormai consuetudine, “La Pezzata” tornerà ad essere la regina incontrastata della cultura gastronomica dell’Altissimo Molise. Soddisfatta l’Amministrazione locale: “È un onore ospitare i componenti dell’Accademia Italiana della Cucina  in quanto essa rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria istituzione culturale, intenta, da oltre cinquant’anni, a propugnare la preminenza della cultura gastronomica su ogni tipo di commercializzazione del cibo che non abbia a cuore la valorizzazione delle tipicità gastronomiche locali. Pertanto, l’Accademia potrà fungere da cassa di risonanza per far conoscere i prodotti e le tipicità della gastronomia capracottese”.Per raggiungere l’obiettivo prefisso, l’Accademia Italiana della Cucina si avvarrà della collaborazione di alcuni anziani del luogo i quali saranno i veri attori della speciale giornata gastronomica dovendo preparare la tradizionale Pezzata, destinata poi a rientrare nel novero dei piatti di una tipicità territoriale la cui tradizione, per fortuna, continua a durare nel tempo.

Capracotta, 25 maggio 2007