La notorietà

La Provincia di Trento e la ditta Pellegrini di Milano, la quale commercializzava mezzi sgombraneve, avendo letto sul giornale della potenza e unicità del mezzo arrivato, interessati, chiesero notizie tecniche e informazioni.

La gestione. L'Amministrazione Provinciale del Molise assegnò al Comune di Capracotta un contributo di £. 500.000 per l'intera stagione. Lo spazzaneve di Capracotta avrebbe dovuto, a fronte di tale somma, assicurare la viabilità sulle strade: da Capracotta per Staffoli, per Pescopennataro, per S. Pietro Avellana, per Vastogirardi e Vastogirardi-Staffoli. Doveva comunque impiegare 3 operai per 5 mesi. Il Sindaco Carnevale ovviamente fece garbatamente notare che la somma era assolutamente irrisoria rispetto ai servizi richiesti.

 

LA CONFERMA, 1° ATTESTATO DI EFFICIENZA.

In tutta la regione, in quegli anni, in occasione di nevicate anche minime la circolazione si bloccava dovunque. Si paralizzava tutto. La vita si fermava. I comuni e la provincia non avevano mezzi né, a quanto pare, cercavano di affrontare il problema, soprattutto per mancanza di fondi. A marzo del 1949 leggendo una rubrica "Girotondo Molisano" il quadro è veramente desolante: "La solita apatia, il solito disinteresse - Blocchi invernali - gravissimo disagio ecc." "Il Paese" del 24 gennaio 1950: "Isolati dalla neve le montagne gli abitanti ritornano alla preistoria", questo il titolo, il testo è tutta una dolorosa elencazione di disagi. "L'unità" del 2 febbraio 1950 titola: "Bloccati dalle nevicate numerosi piccoli centri - servizi postali e comunicazioni interrotte." L'articolo racconta una triste situazione generalizzata nella Provincia, però conclude così: "Capracotta, il piccolo paesino del Molise che ha fatto perlare molto di sé nei giorni scorsi, ha risolto il gravissimo problema delle comunicazioni, non però, come sarebbe giusto attendersi, per interessamento del Governo Italiano".

Capracotta ha risolto così con l'aiuto dei propri compaesani emigrati in America il suo problema.

 

RICONOSCIMENTI AL SINDACO DI JERSEY CITY.

Il Consiglio Comunale conferì a John Kenney con una pergamena la cittadinanza onoraria di Capracotta.

John Arbitelli, sposato ad una capracottese, regalò al Sindaco un dipinto di Capracotta, il dipinto era stato realizzato dal 18enne Edward Fisher copiato da una cartolina. Nel riceverlo il Sindaco affermò: "esso sarà incorniciato e abbellirà la parete del mio ufficio"

E' da dire di contro che dall'America qualche componente del Comitato "Carnival for Capracotta" avevano suggerito ai Capracottesi altre due belle azioni da compiere come segno di ringraziamento verso il sindaco John Kenney: intestargli una strada o una piazza di Capracotta , e possibilmente battezzare un neonato col suo stesso nome. A proposito di questo bimbo che avrebbe preso il nome di John Kenney, John Paglione dice: "Beato Lui ", facendo intendere che il neonato sarebbe sicuramente stato adottato a distanza con tutti i vantaggi che ne potevano derivare. Un Giovanni che nacque il 16 gennaio 1950 c'è. Non sappiamo però se il nome Giovanni gli fu dato realmente per rispondere alla richiesta dell'America, oppure se è una coincidenza. E' da verificare. Non fu soddisfatta la prima richiesta, peccato! Avrebbe lasciato un ricordo immediatamente visibile in paese e non sarebbe costato nulla. Bastava solo deliberarlo.

 

CAPRACOTTESI A BURLINGTON FESTEGGIANO IL RISULTATO.

Il "PROGRESSO ITALO AMERICANO" di mercoledì 8 febbraio 1950 titolava: "I benefattori di Capracotta riuniti a Burlington per celebrare il totale successo della beneficenza".

Alla celebrazione (svolta domenica 5 febbraio) furono presenti quasi tutti i componeti il comitato Spazzaneve per Capracotta, il Sindaco John Kenney, l'agente consolare di Trenton, Turiddu Simoni, il Giudice Edward Zampella, il Sindaco e altre autorità civili di Burlington, Armond Gaito e tanti altri. Gli Italo-Americani di Capracotta presenti furono: Giovanni Paglione, Vincenzo Di Rienzo, Sebastiano Di Rienzo, Vincenzo Ferrelli, Vincenzo Di Lorenzo, Nicola Paglione, Luciano Trotta, Loreto D'Onofrio e Francesco Angelaccio.

Fu celebrata una messa, servito un pranzo italiano da circa 40 signore e signorine italo-americane. Pietanze prelibate e vini generosi. Testimonianze dell'accoglienza ai festeggiamenti di Capracotta sono state portate da Armond Gaito, lette lettere, telegrammi, articoli di giornali dall'Italia, che hanno dato risalto al "drive". Grande soddisfazione di tutti. Qui è stata consegnata la pergamena attestante la cittadinanza onoraia di Capracotta al Sindaco di Jersey City, John Kenney.-
 
 
Questa narrazione è stata ricostruita sulla base di atti depositati in Comune e in Archivio Di Stato, pertanto può contenere carenze e imprecisioni sanabili con una ricerca più estesa.