L'arrivo a Capracotta: lunedì, 16 gennaio 1950

Il ricordo personale. A noi bambini ci fecero uscire da scuola e tutti in fila ci portarono sul corso. In ordine sul marciapiedi aspettammo l'arrivo di "Capracotta Clipper". Non era una bella giornata, era nuvoloso e faceva freddo. Si, io ricordo prevalentemente il freddo, stando impalati su quel marciapiedi di fronte all'allora Albergo Vittoria, assistiti dal nostro maestro.

Neve non ce n'era. Il paese era imbandierato e tappezzato di manifesti colorati inneggianti all'Italia, all'America, ai Sindaci di Jersey City e di Capracotta, ai cittadini ed ai nostri connazionali d'America, all'Ambasciatore degli Stai Uniti in Italia, ovviamente a tutte le autorità italiane, civili, di governo, militari ed ecclesiastiche. La Società Autotrasporti S.A.I. di Napoli aveva istituito anche delle corse straordinarie da Napoli per Capracotta, per quanti avessero voluto accogliere Clipper al porto. La cerimonia di accoglienza durò tutta la giornata, dal mattino fino a tarda sera: cortei, discorsi, ringraziamenti, benedizioni, consegne, canti, rinfreschi, pranzi e ricevimenti. I festeggiamenti si conclusero con il lancio di numerosi petardi da parte della ditta Basilico Gennarino di Villa S. Maria.

Clipper all'arrivo fu preso d'assalto da giovani e meno giovani. Tutti volevano salirvi sopra. Sul cassone vi erano diverse casse contenenti ricambi ed altri attrezzi, più le lame laterali. Sulla cabina vi fu posto un grande ritratto del sindaco John Kenney, dipinto da un residente Capracottese, che si era basato su una fotografia. Lo precedevano la banda (S. Eusania di Chiauci) e la squadra degli atleti dello Sci Club, sci a spalla. In Piazza il palco per le autorità. Nonostante il freddo tutti erano in piazza e per il corso, ma soprattutto intorno allo spazzaneve, ad ammirarlo affascinati. Giunsero anche abitanti dei paesi vicini, incuriositi dal mezzo arrivato dall'America, desiderosi di vedere il grande mezzo, anch'essi speranzosi di poterne, in qualche modo, godere dei vantaggi.

L'Ambasciatore degli Stati Uniti nel suo breve discorso disse: ..."Sono particolarmente lieto che il Sig. Armond Gaito abbia potuto venire qui da Jersey City. Egli potrà quindi dare all'onorevole Sindaco di Jersey City, John V. Kenney , l'assicurazione che i cittadini di Capracotta non saranno più privati della possibilità di muoversi liberamente nei mesi invernali o dei servizi indispensabili, quale che sia l'intensità delle nevicate." ... E poi: "Ho l'onore, Dott. Carnevale, nel consegnarle lo spazzaneve a nome del Sindaco Kenney e della popolazione di Jersey City, di affermare che tale dono onora chi lo riceve quanto chi lo fa."

La RAI intanto fece un gran servizio sull'avvenimento e, tra l'altro nel pomeriggio, promosse un collegamento con Jersey City, da casa dei fratelli Ezio ed Oslavio Di Nucci, cognati di John Paglione, con la presenza di Armond Gaito. Fu data così ai compatrioti d'America l'avvenuta consegna del "Dono".

LA PROVA MANACATA. Il Jersey Journal del 18 gennaio scrisse: ... "Quello che questo piccolo villaggio d'alta montagna vorrebbe immediatamente è una bella bufera di neve. E Armond Gaito di Jersey City è qui, impaziente in attesa che arrivi. E' venuto per mostrare ai residenti come farlo funzionare. Proprio questo inverno però le pesanti nevicate sono in ritardo. E Gaito non può aspettare. Sua moglie dovrebbe dargli un bimbo verso il 1° febbraio. Gaito ha il biglietto aereo per tornare a casa il 25 gennaio." Lo stesso giornale del giorno successivo, da la lieta notizia: "Armond Gaito, il fantino dello spazzaneve di Capracotta, ha perso la sua gara con la cicogna, ieri è diventato padre. Sua moglie, la signora Josephine ha partorito una bimba di sette libbre."

Gli autisti, il meccanico. Leo Conti, debitamente istruito da Armond Gaito, fu il 1° geloso conduttore e premuroso custode di Clipper a Capracotta, e per diversi anni. Il 2° fu Romeo Giuliano, il meccanico di fiducia Giuseppe Carugno.

In breve tempo il cassone dell'autocarro fu coperto dagli artigiani del paese e servì ad accogliere eventuali passeggeri ed operai che scortavano lo spazzaneve. Lo spazzaneve fu dotato anche di una radio ricetrasmittente, per mezzo della quale gli operatori comunicavano con l'addetto alla stazione metereologica, al piano soprastante il Comune.

Già dai primi giorni di febbraio il Comune prese contatti con l'ACI di Campobasso per l'iscrizione del mezzo al Pubblico Registro Automobilistico. Fu chiesta a breve, in loco, una visita da parte dell'ingegnere della Motorizzazione Civile.