Il viaggio della riconoscenza

dal vecchio sito...

 

Il viaggio della riconoscenza

di Fernando Di Nucci
   
novembre 1999

Un ex prigioniero di guerra neozelandese è tornato a Capracotta a rivisitare i luoghi dove trovò rifugio durante la Seconda Guerra Mondiale.

Bill Parker davanti alla Chiesa di San LucaE' noto che nei giorni immediatamente seguenti all'Armistizio dell'8 settembre 1943 innumerevoli prigionieri di guerra alleati, fuggiti approfittando della confusione, dal campo di concentramento di Fonte d'Amore di Sulmona, vagavano per la campagna abruzzese e molisana cercando di ricongiungersi alle truppe alleate che stavano rapidamente risalendo la Penisola. Nel loro vagabondare e nel nascondersi ai Tedeschi essi furono spesso aiutati e sfamati dai contadini italiani che divisero con loro il poco che avevano benchè minacciati di morte da un'ordinanza tedesca.

E' anche noto come a Capracotta il 4 novembre 1943 ciò portò alla fucilazione dei fratelli Rodolfo e Gasperino Fiadino la cui unica colpa era, appunto, quella di aver sfamato, per carità cristiana, alcuni prigionieri alleati.

Dopo 56 anni, il 20 ottobre 1999, si è presentato a Capracotta un arzillo signore di 81 anni, Francis "Bill" Parker, accompagnato da due dei suoi sei figli, Francis jr e Lindsay. Ha esordito, lasciandoci per qualche momento impietriti, dicendo: "io sono la causa della morte dei fratelli Fiadino, prima di morire dovevo tornare qui a rendere loro omaggio".
Passato il primo momento di stupore, abbiamo trascorso insieme a lui quasi un'intera giornata. Ci ha raccontato di essere neozelandese e di aver trovato ospitalità, con altri sette connazionali, presso i Fiadino dopo essere fuggiti da Sulmona nel settembre del 1943. I particolari narrati corrispondono a quanto era già noto a Capracotta su quei tragici fatti. Ha lasciato al Comune una prima memoria scritta con l'impegno di ampliarla successivamente con altri particolari.

Bill Parker al "pagliaio" dei FiadinoHa voluto visitare la tomba dei Fiadino ed il luogo della loro esecuzione. Ha voluto rivedere la loro masseria e ripercorrere, benchè le sue gambe fossero alquanto malferme, il sentiero che porta ad un capanno in pietra che fu il suo rifugio da fuggiasco nell'Italia occupata dai Tedeschi. Quello stesso sentiero che tante volte aveva percorso per andare incontro alle donne dei Fiadino che per quella strada portavano loro quotidianamente da mangiare, quello stesso sentiero percorso tra le urla, i calci e la disperazione di quella notte che lo vide, insieme ai suoi benefattori, di nuovo prigioniero dei Tedeschi.
Ha affrontato un viaggio di oltre 15 mila chilometri durato più di 23 ore di volo per sciogliere un voto di riconoscenza nel suo cuore tornando a rendere omaggio alla terra ed alla gente che più di altri lo aveva aiutato in un triste frangente della sua vita.

Molti ex prigionieri sono tornati in Italia dopo la guerra e sono rimasti legati ai loro benefattori. Molti episodi sono stati da loro trascritti in memorie che, a volte, sono anche dei piccoli capolavori letterari. Altri hanno addirittura costituito delle fondazioni che ancora oggi cercano di ricambiare l'aiuto ricevuto offrendo stages nei Paesi anglofoni, per l'apprendimento della lingua inglese, ai discendenti dei loro benefattori. Tutti gesti che dovrebbero far ben riflettere e meditare le generazioni che hanno avuto la fortuna di non conoscere direttamente la guerra, che non sono stati da essa segnati nell'animo e che vivono un'epoca ed in Nazioni libere grazie al sacrificio di chi li ha preceduti.

Grazie, Bill. Grazie per essere tornato, da uomo libero, in questi luoghi. Grazie per la grande lezione di vita che ci hai dato.
In un racconto di uno scrittore russo si legge di un giovane che appena arrivato in Paradiso è colpito dall'avvenenza di due donzelle, una bionda e l'altra bruna, che vanno liete a braccetto. Gli sembra di averle già incontrate sulla Terra ma non rammenta dove e chi fossero. Il suo Angelo Custode, meravigliato, gli ricorda che la prima è la Generosità e l'altra la Riconoscenza. "Ora le riconosco - esulta il giovane - ma è la prima volta che le vedo andare insieme !"

Sul quel sentiero percorso oggi con l'incedere ansimante di un vecchio e calpestato tanto tempo fa con il vigore della gioventù, la Generosità e la Riconoscenza si sono incontrate ed hanno fatto, anche sulla Terra, un pezzo di strada insieme.


Bill Parker è morto nell'agosto del 2000.

A visit of Gratitude

by Fernando Di Nucci
(translated by Michela Pettinicchio)
november 1999

A former New Zealand prisoner of World War II came back to Capracotta to visit the site where he had found shelter during the war.

Bill, Francis e Lindsay ParkerIt’s common knowledge that during the days immediately following the Armistice of September 8th 1943, many pow’s escaped – taking advantage of the mess - from the Prison of War Camp Fonte d’Amore in Sulmona, were wandering in the Abruzzo and Molise countryside, trying to join the Allies, who were going North up the Peninsula.
Trying to hide from the Germans, some of these pow’s often received help and shelter from the local peasants. Those Italian peasants often shared whatever food they had, although not enough for themselves, and despite the threat of death by the Germans.

Bill Parker alla "Masseria di Colaizzo"We also know that in Capracotta, on November 4th 1943, the brothers Rodolfo and Gasperino Fiadino were executed for their instinct of humanity and charity that led them to help some prisoners.

Fifty-six years have passed since then and on October 20th 1999, a lively eighty-one year old man, Francis "Bill" Parker, showed up, unexpected, accompanied by two of his six children, Francis Jr. and Lindsay.
Leaving everybody speechless, he pronounced "I am the reason for the death of the Fiadino brothers: before my own death, I HAD to come back to render them respect".
After the first moments of astonishment, we spent nearly the whole day with him. He told us he was from New Zealand, and that he had found shelter at the Fiadino’s, together with other seven of his countrymen, after escaping from Sulmona in September 1943. The details he recalled were consistent with the tragic facts already known among the people of Capracotta. He left us a first version of a diary , with the promise of adding more details.

He asked us to take him to the grave of the Fiadino Brothers and to the site of their execution. He also asked to see the farmhouse and, despite his weak legs, to walk one more time along the path that leads to his stone refuge.
That very same path he had walked many times to meet the Fiadino’s women who brought him food.
That same path he walked that night of cries, despair and beatings, when he became again a prisoner of the Germans, this time together with his benefactors.
He has traveled more than fifteen thousand kilometers and more than twenty-three hours, to pay his tribute to the land and to the people who helped him in such a desperate time of his life.

Quel che rimane del "pagliaio" rifugioMany ex-prisoners of war have come back to Italy after the WW II, and many have now a close relationship with their benefactors.
Many prisoners’ personal accounts have been written and are now a very important part of our local history.
Other ex-pows have founded trusts that offer educational stages to their benefactors’ descendants who show interest in learning the English language.
Later generations, having never experienced the horror of war, should think over all these behaviours and try to understand and appreciate the sacrifice of their ancestors to gain the freedom they now take for granted.

Thank you Bill. Thank you for coming back, as a free man, to this place. Thank you for the lesson you have shared with us.

In a Russian novel, a young man, just arrived in Heaven, is struck by the beauty of two young girls, one fair haired, the other dark haired, who walk together, arm in arm.
He believes he’s seen them already on Earth, but he can remember neither when nor where.
His Guardian Angel, surprised, reminds him that the first girl is "The Generosity" and the other one is "The Gratitude". "Yes, now I remember them" - the young man exclaims - "but this is the first time I see them together!"

On that path, walked today by the slow pace of an old man and long ago by the hasty pace of the youth, Generosity and Gratitude met again and shared, even on Earth, part of their journey.


Mr Bill Parker died in August 2000.