IV Concorso letterario

Quarto concorso letterario a tema:

"Capracotta... 70 anni di ricordi: 1943 - 2013"

Regolamento del concorso

Scheda di partecipazione


 

I vincitori

1 classificato:
"Tempi di guerra: l’incontro con i tedeschi a Capracotta" di Alfonso Di Sanza

Breve racconto che ha tutti gli elementi della buona letteratura a cominciare dalla scrittura piana, semplice e scorrevole. Il testo ha la capacità di suscitare emozioni laddove il giovane protagonista sceglie di prestare soccorso ad alcuni “nemici” in pericolo di vita per un incidente e laddove i “nemici” stranieri ringraziano con gesti delle braccia e semplici sguardi. E’ il trionfo della parte migliore dell’uomo con implicito il messaggio-augurio che essa prevalga sempre.

 

2 classificato:
"La bambola di pezza" di Claudio Esposito

Il racconto in prima persona al femminile (di un autore maschio) ci introduce nel mondo di una bambina che vive sulla propria pelle tutto l’intero dramma della guerra che sconvolge sia le cose, sia le persone anche nella loro sfera intimistica. La bambina è sola e affida ad una bambola di pezza le sue paure, i suoi ricordi, i suoi sogni in un afflato che durerà fino all’età adulta. E quando è invasa dalla nostalgia, questa viene vissuta non come una patologia, ma viene vista come uno sprone per andare avanti; è la lezione di Ulisse descritta con toccanti parole”.

 

3 classificato ex aequo:
"Autunno del ‘43" di Annina Di Rienzo

Un racconto delicato fatto di ricordi e pensieri, dipinto con l’affetto delle persone care, le ansie di chi ricorda quei tragici momenti, di quanto sofferenza patita. Le descrizioni, pur nella loro semplicità, sono veramente poetiche. Dove c’è l’amore per la propria terra non c’è limite né distanza.

"Il coraggio di nuove vite" di Adele Paglione

Esperienza diretta di chi scrive e ricordi familiari sono il contenuto di questo racconto di vita vissuta. Si tratta di episodi di guerra ai quali si aggiungono vicende altrettanto tristi dell’emigrazione. Il tutto è scritto in maniera chiara e brillante che in certi momenti, specie nel ricordo del distacco dal “borgo natio”, raggiunge livelli di alto lirismo. L’emigrazione, pur drammatica, è vissuta come una necessità per dare un’istruzione e un avvenire ai figli, nella struggente consapevolezza che il proprio paese non abbia l’organizzazione idonea allo scopo.

 

Verbale completo della giuria


 

Partecipanti (in rigoroso ordine di invio degli elaborati)