E' morto don Geremia Carugno

Oggi, 28 agosto 2007, all'età di 84 anni ci ha lasciati don Geremia Carugno.
"Vieni servo buono e fedele,
entra nella gioia del tuo Signore"
(Mt 25,21)


Ha retto la Parrocchia di Santa Maria Assunta di Capracotta per oltre trent'anni a partire dal luglio del 1967.
Lo ricordiamo con la talare nera - che portava anche in inverno quando gli era di grande impaccio per passare la "reglia" di neve della "rufa di Ciolfi" - ed il "classico" cappello da prete, a spasso per le vie del paese mentre andava a dir messa in qualche Chiesa minore o a far visita a qualche malato o a prendere il pullman per andare ad Agnone dall'amato nipote Alessandro che oggi ha riabbracciato in Cielo.
Chi lo conosceva più a fondo poteva apprezzare le sue grandi doti di umanità e la sua profonda cultura e tutti gli abbiamo volentieri sempre perdonato quelle piccole "stravaganze" del suo carattere che lo rendevano, comunque, un personaggio unico.
Lo ricordiamo, soprattutto nei primi anni del suo ministero pastorale, prima che la stanchezza dell'età avesse il sopravvento, infaticabile organizzatore di eventi per coinvolgere i giovani e i ragazzi. Lo ricordiamo educatore e maestro di vita che sapeva attirare e mantenere attorno a sè i ragazzi ed insegnare loro - accanto al lavoro fatto dai genitori e dalla scuola - le corrette regole di vita dettate dall'etica prima che dalla religione. Lo abbiamo tutti ammirato per il coraggio, la determinazione e la protervia con cui ha affrontato, per tanti lunghi anni, le notti in canonica con la sola compagnia del vento - brezza estiva o furiosa bufera - che batteva incessante sui vetri malfermi delle vecchie finestre della chiesa che è stata anche, in più di una occasione, visitata nottetempo dai ladri.

Tante altre cose, piccole e grandi, importanti ed insignificanti si potrebbero dire, ma basta così: ciao Don Geremia, questo paese da oggi ha un Amico in più in Paradiso.



Capracotta - ricordo

Qui nacque mio padre
che altrove si portò
inconfondibile la parlata
e l'anima della sua gente.
E qui tornavano
confusi di nostalgia
i ricordi e le giovani storie
del suo paese.

Qui rimandava mio padre
l'anima tesa a quello che di realtà
non era adesso che racconto
di cose lodate
eco di voci e nomi e volti
rievocata rassegna
di un album di famiglia
e di paese. Per noi:

la casa al "Colle"
e la bottega dell'orafo
la grande cucina di famiglia
e la preghiera insieme
l'asilo pieno come un uovo
e il chiasso della grande piazza
la "torre" vecchia più dei vecchi
e l'antica chiesa del paese
il "postino" eroico dorato
e la neve alta e la tormenta
il compaesano al Parlamento
e lo sciatore campione nazionale
i pastori della transumanza
e la cappella della Madonnina
i signori del paese blasonati
e il sudato pane dei poveri...

Qui visse mio padre
che quando vi ritornò
la guerra aveva disfatto il volto delle case
e impoverito il numero
della gente viva che nel suo vecchio cuore
pulsava moribonda la memoria
del paese di un tempo
e della sua storia.

Don Geremia Carugno, 1993