Strategia nazionale per le Aree interne

Nel mese di dicembre 2013 è stato inviato alla Commissione Europea il documento per la “Strategia nazionale per le Aree interne”
Il documento  traccia gli interventi e le modalità per la loro attuazione per la programmazione dei fondi comunitari e nazionali per il periodo 2014 – 2020.

Dalla lettura del documento emerge una analisi molto dettagliata delle problematiche che assillano le Aree interne. Queste rappresentano il 53 per cento circa dei comuni italiani (4.261 comuni), cui fa capo il 23 per cento della popolazione italiana pari a 13.540.000 abitanti, che risiedono su un territorio che supera il 60 per cento dell’intero territorio nazionale. Nelle Aree interne i comuni di piccole dimensioni costituiscono circa l’86 per cento del totale.

Il documento si snoda in varie sezioni. Una di queste, certamente la fondamentale, presta molta attenzione alle  “pre – condizioni”  ovvero ai servizi “essenziali di cittadinanza”. Si pone quindi, in primo luogo, una questione di diritto di cittadinanza piena ovvero la difficoltà che si riscontra nelle aree interne ad accedere a tre servizi essenziali (istruzione, salute e mobilità), cioè a scuole con livelli di apprendimento di qualità equivalenti a quelli garantiti nei maggiori centri urbani, ad ospedali capaci di garantire i servizi sanitari essenziali, a sistemi di mobilità adeguati.

Il documento analizza i punti di debolezza di questi tre pre – condizioni e individua gli obiettivi che la strategia per le Aree interne deve perseguire, indicando le necessità che devono accompagnare l’organizzazione o la riorganizzazione di questi servizi “essenziali di cittadinanza”.

In altra sezione vengono individuate le azioni che si vogliono attuare per i progetti di sviluppo locale, esse vanno dalla tutela attiva del territorio e delle comunità locali, alla valorizzazione delle risorse naturali, culturali e del turismo sostenibile, al sistema agro – alimentare, alle filiere locali di energia rinnovabile e all’artigianato locale. Su queste direttrici si svilupperanno le azioni strategiche per la programmazione dei fondi 2014 – 2020.

Avverrà attraverso percorsi graduali. All’inizio riguarderà un numero limitato di aree, prevedendo tempi certi ed uno stretto monitoraggio degli esiti degli interventi. Nel 2014, d’intesa fra Regioni e Governo, si partirà con un numero limitato di progetti prototipi (uno per Regione) su aree – progetto più bisognose e con maggiori potenzialità di riuscire a centrare gli obiettivi. Le aree devono ricomprendere più comuni, che possono ricadere in territori di più province e regioni diverse.
Questo nuovo approccio delle linee strategiche nazionali per le Aree interne,  è completamente diverso dal passato. Va nell’interesse di tutte le Aree interne, perché l’estensione della strategia ad altre aree sarà legata agli esiti di questa prima fase, opportunamente valutata. Ciò significa che il prosieguo di un analogo sistema di  programmazione a favore di altre Aree, è legata ai risultati che deriveranno dalla attuazione dei progetti prototipi.

Lo scorso 15 aprile si è tenuto a Trivento un incontro pubblico al quale sono stati invitati gli amministratori dei comuni ricadenti nel territorio della Diocesi di Trivento (19 comuni della provincia di Isernia, 12 comuni della provincia di Campobasso e 9 comuni della provincia di Chieti). In questa occasione è stato presentato un primo protocollo di intesa tra i Comune di Agnone, Trivento e Frosolone che questi Enti vogliono estendere agli altri comuni della Diocesi per la individuazione  di un’Area interna da candidare per il progetto prototipo nella fase iniziale della programmazione 2014 – 2020.

L’argomento sarà posto all’attenzione dei consiglio comunale di Capracotta nella sua prossima riunione.

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