Il Comune di Capracotta Medaglia di Bronzo "al merito civile"

Un importante riconoscimento all’abnegazione ed alla tenacia dei cittadini capracottesi  alcuni dei quali sono rimasti vittima della rappresaglia posta in essere dalle truppe tedesche.

Un momento molto importante, in memoria delle sofferenze patite dalla popolazione locale costretta a trovare riparo e scampo nei paesi limitrofi dalla rappresaglia dei tedeschi. Una fuga, quella della nostra gente, allora necessaria per salvare le proprie vite, ma foriera di un sentimento di rivincita che ha poi portato i nostri concittadini a far rientro a Capracotta per sanare le drammatiche e profonde ferite inferte al patrimonio edilizio dai militari tedeschi durante la loro ritirata.
Siamo  estremamente felici che l’attuale Consiglio Comunale, è stato promotore  della richiesta avanzata al Presidente della Repubblica di conferire un tangibile riconoscimento alla popolazione ed al Comune di Capracotta.

http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=311646

Copia dell'onorificienza

 

CONFERIMENTO DELLA MEDAGLIA DI BRONZO AL MERITO CIVILE

I primi tedeschi arrivarono a Capracotta il 9 settembre 1943 e vi rimasero fino all’11 novembre dello stesso anno.
In attuazione della tattica “terra bruciata”, per non lasciare postazioni logistiche alle forze alleate, l’8 novembre tutta la popolazione fu fatta sgomberare dalle case e le squadre addette alla distruzione per quattro lunghi interminabili giorni minarono ed incendiarono gran parte del patrimonio edilizio.
Nella notte dell’11 novembre i tedeschi lasciarono Capracotta.

Il 12 novembre Capracotta era libera, la gente lasciò i luoghi dove si era rifugiata  e si riversò lunghe le strade incontrando ovunque cumuli di macerie e i resti delle case distrutte.
La devastazione era stata compiuta.

Giunse un inverno rigidissimo. In questa desolazione e disperazione una massa di popolo si mosse in condizioni penose verso i centri confinanti risparmiati dalla furia nazista. Altri restarono a Capracotta a rischio di gravissime malattie per il freddo intenso e per le infezioni a causa dell’acquedotto distrutto. Quando giunsero gli alleati tutta la popolazione fu allontanata e inviata  nei campi di raccolta in Puglia. Il 10 dicembre del 1943 tutti gli abitanti erano stati “sfollati” nell’ordine di cinquecento al giorno. A Capracotta rimasero appena 95 persone.

Molti furono i lutti che colpirono la nostra comunità che ancora oggi sono vivi nella memoria di tutti i capracottesi.
Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre 1943 i tedeschi arrestarono  in un casolare di campagna i fratelli Rodolfo, Gasperino e Alberto Fiadino. I tre fratelli vennero processati e condannati a morte da un tribunale militare tedesco, rei di aver ospitato alcuni prigionieri di guerra evasi dai campi di concentramento. Alberto riuscì a fuggire, gli altri due furono condotti in località “Sotto il Monte” e qui fucilati.

Oltre ai Fratelli Fiadino  tantissime furono le vittime della guerra.
Dodici persone persero la vita per lo scoppio di ordigni bellici, undici furono i dispersi,  dodici coloro che perirono combattendo, ventisei i deportati.

Un alto tributo di sangue che i capracottesi diedero per la nostra libertà.

Oggi dopo un lungo iter intrapreso dall’Amministrazione Comunale dal settembre 2008, finalmente è stato concesso il giusto riconoscimento alla memoria delle vittime, ad onore e ricordo di tutti coloro che patirono enormi sofferenze e stenti.

Il Ministro dell’Interno in data 14 marzo 2011, visto il Decreto di S.E. il Presidente della Repubblica Italiana  dell’11 marzo 2011 ha conferito al Comune di Capracotta 

LA MEDAGLIA DI BRONZO AL MERITO CIVILE

con la seguente motivazione:
Comune situato all’interno della linea “Gustav”, occupato dalle truppe tedesche, subiva, in attuazione della tattica della “terra bruciata”, la quasi completa demolizione del patrimonio edilizio e diverse vittime civili.
La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, seppe resistere con contegno agli stenti e alle dure sofferenze, per intraprendere, poi, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale

L’Amministrazione Comunale