Beppe Bigazzi presenta presso il ristorante "L’Elfo" il suo ultimo libro: "Osti custodi"

Una serata all’insegna della tradizione ma soprattutto della cucina di qualità quella che ci si appresta a trascorrere a Capracotta, venerdì 10 luglio, allorquando, presso il ristorante “L’Elfo” sarà presentato “Osti custodi Segreti e ricette della cucina tradizionale italiana”, l’ultima fatica letteraria di Beppe Bigazzi, noto personaggio televisivo esperto di enogastronomia.

Una guida interessantissima che raccoglie e racconta tutti quei ristoratori che si sono dati la “missione” di salvaguardare e diffondere la tradizione culinaria del territorio, utilizzando materie prime locali e stagionali, le cosiddette eccellenze della tavola, i veri "capolavori" dell'agricoltura italiana. Il volume, 431 pagine, presenta 30 ristoranti di tutta Italia, 300 menù per ogni stagione e la preziosa indicazione dei fornitori locali di materie prime, garanzia trasparente di freschezza e genuinità. “Osti custodi”, nella sezione finale, è poi arricchito dalla preziosa scelta del noto esperto enogastronomico di voler dare per così dire “lustro” ai produttori di qualità, suddivisi sia dal punto di vista geografico, sia per tipologia di prodotto gastronomico. Beppe Bigazzi dal 1993 si dedica all’enogastronomia. In televisione ha curato dal 1995 al 2000 la rubrica “La borsa della spesa” all'interno del programma Unomattina e dal 2000 è uno dei protagonisti più seguiti di “La prova del cuoco”, in onda su Rai Uno. Proprio in quella trasmissione ha avuto modo di mostrare le sue grandi capacità culinarie Michele Sozio, proprietario a Capracotta, assieme a sua moglie Franca Carnevale, del noto ristorante “L’Elfo”, uno di quei luoghi dove è possibile degustare, durante tutto l’anno, piatti della cucina tradizionale altomolisana, assaporando pietanze delle quali si sono quasi perse le tracce tanta è la massificazione cui anche la cucina non è sfuggita. Ma a “L’Elfo” la tradizione resiste, anzi si è rafforzata, e su quelle pietanze della tradizione altomolisana Michele e Franca hanno voluto puntare tutto per mantenere viva l’idea di unicità. Ecco perché gli “Osti” diventano sostanzialmente “custodi”.