Capracotta: facciamo il punto sulla banda larga

Ci sono alcune importanti novità e quindi è il caso di fare il punto della situazione sulle diverse (poche) possibilità che ci sono per collegarsi in maniera più o meno decente alla rete internet.

di Fernando Di Nucci

1. Cristo si fermò ad Eboli, la banda larga invece si è fermata ad Agnone.
Da qualche mese anche Agnone è entrato nel sempre più vasto club delle località servite dall'ADSL mentre noi restiamo ancora in quello, sempre più esclusivo, degli sfi...ti che ne sono privi. Questo fatto è comunque propedeutico affinchè si possa parlare di ADSL anche a Capracotta. Infatti tutto ciò che passa per i circuiti di mamma Telecom lascia la centrale di Capracotta (che raccoglie anche il traffico di S. Pietro Avellana, Castel del Giudice, Sant'Angelo del Pesco e Pescopennataro) per mezzo di un ponte radio che termina proprio sulla centrale di Agnone. Se quindi ad Agnone non ci fosse banda disponibile si potrebbe abbandonare in partenza ogni speranza di avere il servizio.
Il fatto invece che Agnone (che è collegato alle dorsali da un altro ponte radio potenziato di recente proprio per portare la banda larga in Alto Molise) ci sia banda a sufficienza, ci lascia un minimo di speranze che venga eseguito l'upgrade del ponte di Capracotta e si risolva il problema.
In un recente incontro con alcuni funzionari di Telecom Italia, anche l'Amministrazione Comunale si è resa disponibile a valutare eventuali richieste da parte della Telecom stessa per accelerare l'installazione delle apparecchiature necessarie e sebbene fin'ora - a quanto ci è dato sapere - non c'è stata risposta alcuna, speriamo che il 2009 sia l'anno buono per la svolta. Ma nel frattempo, cosa fare ?

2. La banda larga piove dal cielo.
La novità più importante è questa: nell'ultima decade di novembre, quasi che fossero d'accordo, sia Tim che Vodafone hanno fatto l'upgrade delle rispettive stazioni radio base installando le apparecchiature per fornire il servizio UMTS/HSDPA. Chi conosce come funzionano queste cose dirà: "ma se non c'è banda a sufficienza sui circuiti Telecom Italia, questi dove prendono la banda "all'ingrosso" per rivenderla ai loro clienti ?"
Una semplice ispezione visiva, dalla pubblica piazza, mostra che Vodafone ha installato sul suo traliccio una parabola che punta verso l'Abruzzo e, verosimilmente, è quella la strada utilizzata per collegare la stazione di Capracotta ad una dorsale e/o ad un'altra stazione messa meglio come banda disponibile.
Sull'impianto Tim non si vede invece nulla di nuovo e forse avranno raschiato il fondo del barile usando i rimasugli di banda disponibili in centrale...


I diversi gestori di telefonia mobile ci stanno letteralmente bombardando con la pubblicità di chiavi e chiavette e forse farebbero meglio a dare meno soldi a tv, giornali e testimonial investendo quelle risorse sulle reti o abbassando i prezzi dei servizi, ma dato che così va il mondo, vediamo allora di capire un po' meglio che opportunità si aprono:
Molto brevemente, l'UMTS è lo standard di telefonia mobile/trasmissione dati di terza generazione, quello che consente le videochiamate per capirci. Prevede, per i dati, un transfer rate di 384 kbps in download e di 128 kbps in upload. Già qui chi è abituato al modem 56k potrebbe tirare un bel sospiro di sollievo mentre chi ha l'ADSL potrebbe ridere di gusto.
Lo standard è stato poi esteso (Hi Speed) a velocità fino a 3.6 Mbps in download e 384 kbps in upload. Infine l'HSDPA è stato portato a 7.2 Mbps in download e sempre 384 kbps in upload. Si è in attesa che venga implementato sugli impianti l'HSUPA che promette di raggiungere i 14 Mbps in download e i 5 Mbps in upload.
Tutti gli operatori, sia fissi che mobili, per evitare di essere tacciati di pubblicità ingannevole, nei loro spot inseriscono sempre, quando parlano di velocità, le due paroline magiche "fino a" intendendo che le velocità indicate sono quelle massime (leggi teoriche). Quando e per quanto tempo queste velocità sono raggiunte non è dato sapere nè è dato sapere qual'è invece "una velocità media" che ci si può ragionevolmente attendere.
In effetti, nel caso di UMTS e derivati, lo standard non prevede banda minima garantita, ma la banda disponibile se la dividono in parti uguali, da bravi fratelli, tutti quelli che in quel momento sono agganciati a quella cella. Ne segue che ci si possono attendere, in alcuni momenti, anche brutte sorprese a mano a mano che gli utenti del servizio aumentano.
Che dire, numeri come "7 mega" sono tipicamente numeri da "commerciale", non numeri da "tecnici", usati solo per attrarre clientela. In letteratura, per l'UMTS, vengono indicati transfer rate tra i 700 ed i 1500 kbps quando il numero degli utenti si sarà assestato su scala nazionale e probabilmente questi sono i valori da aspettarsi.


2.1 Come ci si collega ?
Fondamentalmente in due modi: o usando il cellulare come modem o utilizzando un vero e proprio modem UMTS/HSDPA come le varie chiavette pubblicizzate in questo periodo.
Se si dispone di un cellulare moderno che abbia all'interno il modem UMTS o, ancora meglio HSDPA, lo si può collegare al pc tramite cavo usb o bluetooth. Attenzione in quest'ultimo caso: il bluetooth, almeno nelle sue specifiche originali, prevede tranfer rate massimi di 723 kbps, quindi ci si potrebbe trovare nella spiacevole situazione in cui la rete mobile può fornire più banda di quanta se ne possa utilizzare a causa del bluetooth che diventa un vero e proprio collo di bottiglia.
Il fatto di potersi collegare in mobilità anche quando ci si trova in altri posti è un grande vantaggio di questo tipo di connessione.


2.2 "Ma quanto mi costi ?" (tormentone di una vecchia pubblicità della SIP)
Se non si hanno particolari offerte attivate, il costo è di 2 euro l'ora con addebiti di 0,5 euro anticipati ogni 15 minuti. Decisamente troppo se non per un uso più che estemporaneo e/o per fare i "fighetti" navigando col portatile in mezzo alla strada.
E' possibile però attivare diverse offerte sia consumer che business (con partita iva) a seconda delle necessità e del tempo per cui si prevede ragionevolmente di rimanere collegati. I relativi dettagli si possono consultare con attenzione sui siti dei rispettivi gestori.
Tutte le offerte prevedono "scatti" della durata di 15 minuti ciascuno (cioè se ci si collega per 5 minuti viene comunque eroso un credito di 15 minuti). A questo proposito è bene notare che se, per qualche ragione, si hanno delle disconnessioni dalla rete, ogni volta che ci si riconnette ci si gioca uno "slot" di 15 minuti!
Si trovano offerte sia su ricaricabile che in abbonamento (con addebito su conto corrente bancario o carta di credito), queste ultime, in generale, prevedono "gratis" la chiavetta per il collegamento ma vincolano a rimanere abbonati per almeno 24 mesi con penali per recesso anticipato del contratto.


In un settore con offerte che cambiano quasi quotidianamente, un contratto biennale potrebbe risultare troppo lungo anche se ha il vantaggio di fornire "gratis" la chiavetta (aquistabile comunque dai gestori per circa 200 euro, ma vista su un famoso sito di aste on line per circa la metà). Bisognerebbe approfondire se esiste la possibilità di sottoscrivere il contratto senza la chiavetta in cambio della possibilità di rescinderlo a piacere prima della scadenza.
Al posto dell'acquisto della chiavetta si può inoltre valutare la possibilità di cambiare il proprio cellulare con uno dotato di modem HSDPA e delle altre funzioni che si ritengono utili.
Vodafone è l'unica inoltre a fornire un accesso flat 24 ore su 24 da rete mobile anche se il costo è piuttosto elevato se confrontato con i 20 euro di media di un ADSL 7 Mega su rete fissa.
Esistono anche offerte cosidette "a volume", cioè il cui costo non è legato al tempo di connessione ma alla quantità di dati scambiati o scaricati. In generale non è facile nè intuitivo rendersi conto di quanti megabyte si stanno scambiando con la rete ed a volte il semplice download automatico degli aggiornamenti del sistema operativo o dell'antivirus può portare molto facilmente, in alcuni giorni, a bruciarsi in pochi minuti tutto il traffico disponibile.


2.3 Cosa ci si può fare ?
Non abbiamo ancora avuto modo di provare i collegamenti ma lo faremo sicuramente nei prossimi giorni, non fosse altro per necessità personale e non mancheremo di presentare altre considerazioni se saranno degne di nota.
Le attività "classiche" come la navigazione, la posta elettronica, l'FTP ed altri servizi basilari sono sicuramente ed ovviamente possibili. Non abbiamo notizie circa l'uso del Voice Over IP e di altre applicazioni più net-intensive.
Al computer collegato viene assegnato un indirizzo IP pubblico appartenente alla rete del gestore, ma non sappiamo se ci siano porte chiuse in entrata (probabilmente si).
Sicuramente queste non sono connessioni da usare, se non in casi particolari e brevi, per scaricare file dai circuiti del peer-to-peer, quindi gli "scaricatori" sono avvertiti.




3. Connessioni wi-fi (hiperlan).
Un piccolo provider locale, la elektronicanet di Isernia, commercializza un accesso flat alla rete con diverse offerte di velocità in download (sempre "fino a") da 640 kbps a 2 Mbps i cui costi però non sono indicati sul sito ma stimabili a qualche decina di euro/mese. Neanche la durata minima del contratto è indicata. Per collegarsi è necessario dotarsi di un'antenna con router da installare all'esterno (a tetto) dal costo, neanche questo indicato, ma che ragionevolmente ammonta a qualche centinaio di euro da sostenere una tantum.
Al pc collegato al router viene assegnato un indirizzo IP privato, quindi la rete è "nattata" al di fuori del controllo dell'utente ed i client non sono raggiungibili dall'esterno. (Problema risolvibile, se ce ne fosse la necessità, con una cifra dell'ordine del centinaio di euro all'anno). Inoltre molte porte sono chiuse anche dall'interno.
L'indirizzo IP che appare all'esterno appartiene alla rete del provider NGI di Milano che, evidentemente, è il fornitore di connettività del provider locale.
Dall'inizio di settembre gli uffici del Comune sono serviti da questa rete ed è questa la connessione che porta, ogni quarto d'ora, le immagini delle webcam su questo sito.
Per le necessità del Comune, crediamo, non ci si possa lamentare più di tanto tranne per il fatto che a volte la connessione è instabile e si blocca (se ne saranno accorti anche i visitatori abituali del sito quando non trovano le immagini delle webcam aggiornate).
Anche in questo caso le attività "classiche" di navigazione, e-mail, etc sono ovviamente consenite. Far funzionare un pc che richiedeva degli accessi particolari ad alcuni server ha fatto sudare le fatidiche sette camicie e provocato alcuni inconvenienti. Il tutto era causato da alcune porte chiuse in uscita sul firewall del provider che però sono state successivamente sbloccate.
Con la rete nattata, se ci si collega ai circuiti del peer-to-peer, non è possibile ottenere il cosiddetto "ID Alto" e quindi non si possono scambiare dati con altri peer che abbiano anch'essi ID Basso. Ignoriamo se, al di là di questa considerazione tecnica, le policy del provider vietino esplicitamente connessioni peer-to-peer.




4. Banda "stretta e lunga"
A chi, nell'attesa dell'ADSL, volesse rimanere fedele alla rete telefonica commutata e quindi al classico modem da 56k, segnaliamo, se ancora non lo sapesse, la possibilità di sottoscrivere un contratto con Telecom Italia (non siamo certi se anche altri operatori hanno offerte analoghe, ma gli interessati possono verificarlo da soli) che per 12 euro al mese (24 per chi ha l'ISDN) consente il collegamento ad internet illimitato (con banda minima garantita di 10 kbps !!!). Certo, si ha la linea telefonica occupata ed anche la proverbiale pazienza di Giobbe è messa a dura prova dalla velocità, cioè dalla lentezza, del collegamento, ma tant'è.



In conclusione di questa rassegna, forse un po' lunga ed inevitabilmente tecnica, è bene precisare, a scanso di equivoci, che chi scrive non ha alcun legame con le aziende nominate ma ha semplicemente inteso far conoscere, a chi ne avesse avuto bisogno, le effettive possibilità che ci sono, sul finire del 2008, per accedere alla rete internet da Capracotta ed è a disposizione per correggere eventuali inesattezze che, in buona fede, siano state riportate.
Chi, anche lontano da Capracotta, ha esperienza di connessioni con i provider nazionali di rete mobile e volesse segnalarci qualcosa (problemi, consigli, modelli di apparecchiature, etc) saremo ben lieti di ascoltare e di condividere con tutti.